Il Liceo Virgilio dice no alla scuola dimezzata delle linee guida

Ieri al liceo Virgilio a larga maggioranza hanno bloccato i lavori del Collegio sul piano di rientro a scuola approvando a larghissima maggioranza questa mozione.

Molto dell’identità di un Paese si riconosce dalla sua scuola pubblica e dal suo modello di istruzione. La scuola italiana ha cercato – pur tra mille contraddizioni – di diventare quell’istituzione che l’art. 3 della Costituzione indicava: la scuola, unitamente ad altre istituzioni, ha il fondamentale compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono ancora oggi l’effettiva eguaglianza tra tutti i cittadini. La scuola non è una risposta a domanda individuale, non è un servizio, men che meno una merce; è un organo costituzionale e in quanto tale va valorizzato e sostenuto per l’interesse generale della nazione.
L’emergenza Covid, unita alla pericolosa sottovalutazione della funzione cruciale dell’istruzione nella vita collettiva, prefigurano oggi – lo hanno rilevato già molti collegi dei docenti – lo scenario di una scuola letteralmente “dimezzata”, nelle risorse, negli orari, nelle attività, nei risultati. Continua a leggere

Sponsored Post Learn from the experts: Create a successful blog with our brand new courseThe WordPress.com Blog

WordPress.com is excited to announce our newest offering: a course just for beginning bloggers where you’ll learn everything you need to know about blogging from the most trusted experts in the industry. We have helped millions of blogs get up and running, we know what works, and we want you to to know everything we know. This course provides all the fundamental skills and inspiration you need to get your blog started, an interactive community forum, and content updated annually.

Resoconto dell’assemblea pubblica del Coordinamento romano per una scuola pubblica viva, vicina, libera (Villa Borghese, 14 giugno 2020)

Il coordinamento romano per una scuola pubblica viva, vicina, libera
costituitosi il 3/6/2020 in occasione della giornata di astensione dalla
didattica a distanza si è riunito in assemblea il 14/06/2020 a Villa
Borghese, per organizzare le prossime iniziative e in particolare la
manifestazione del 25/06/2020 proposta dall’assemblea di Priorità alla
scuola del 10/06/2020.

Quello che segue è un resoconto dell’assemblea, a cui hanno partecipato
65-70 persone, tra cui:
Collettivo Ninanda
Lavoratori autoconvocati della scuola
Comitato romano AEC-OEPA (assistenti educativi e culturali, operatori
educativi per l’autonomia)
Coordinamento cittadino sanità
Priorità alla scuola
OSA (Opposizione studentesca per l’alternativa)
Non una di meno
Cobas scuola
MCE-Roma (Movimento di cooperazione educativa)
Rete degli studenti
Studenti della consulta di Roma
Parteciparte
Apriti scuola

WhatsApp Image 2020-06-12 at 21.01.37

Sono stati ribaditi i nuclei attorno a cui costruire un movimento unitario del mondo della scuola (genitori, insegnanti di ruolo e precari, studenti, ragazzi disabili e loro genitori, AEC-OEPA, ATA, lavoratori delle mense e delle pulizie,…):

– Riapertura delle scuole (e delle università) in presenza e in sicurezza a settembre: per questo servono investimenti strutturali per spazi, organico, internalizzazione di tutte le figure che operano nella scuola, stabilizzazione dei precari.

– No alla didattica a distanza e alla didattica mista, no alla normalizzazione dell’emergenza. Per il diritto allo studio, fatto di incontro, confronto e crescita collettiva.

– Ripensare la scuola: contro la “buona scuola”, contro l’invalsi, la standardizzazione e l’alienazione della valutazione e della didattica, continuiamo a discutere della scuola che vogliamo (scuola e didattica, scuola e salute, scuola e territorio, scuola e servizi sociali; quali strumenti pedagogici? per l’autoformazione, la collegialità e la democrazia, contro la gerarchizzazione e i dirigenti manager; contro la scuola di classe ricostruiamo una scuola che sia strumento per superare le discriminazioni sociali e non abbandoni i soggetti fragili).

È stato sottolineato lo stretto legame tra scuola e sanità, pilastri della riproduzione sociale (intreccio tra lavoro educativo e di cura; scuole, consultori ecc. presidi territoriali pubblici), accomunati da una storia drammatica di tagli, aziendalizzazione, privatizzazione e mercificazione che stiamo pagando a caro prezzo e che vogliamo ribaltare.

Intorno a questi obiettivi è stata condivisa la volontà di consolidare il coordinamento e di costruire mobilitazioni determinate e unitarie. Positiva la pluralità di iniziative, in particolare nei quartieri per un radicamento popolare, purché non diventi dispersione. Necessaria una mobilitazione permanente che oltre il 25 giugno organizzi altri momenti di mobilitazione a luglio (una manifestazione nazionale a Roma?) e si colleghi alle iniziative – indispensabili e in preparazione – di settembre. Utile subito, prima del 25 giugno (data proposta: 18/06/2020) un’assemblea dei docenti, per coinvolgere il mondo degli insegnanti che oggi, dopo anni di marginalizzazione sociale, di imposizioni dall’alto di metodologie e criteri didattici autoritari, e dopo un sempre crescente aumento dei carichi di lavoro per lo più burocratici, con il suo apice nella DaD, che ha stravolto i tempi e i diritti del processo di insegnamento/apprendimento, devono riprendere la parola, insieme agli altri soggetti che vivono la scuola.
Proposto anche di organizzare a luglio una sorta di “stati generali della scuola” dal basso, a cui eventualmente abbinare la manifestazione nazionale.
Parallelamente è importante lavorare ad una riappropriazione dei quartieri che passi attraverso la conoscenza del territorio, e si rilancia la proposta di censimento dal basso degli spazi disponibili nelle scuole e in altre strutture pubbliche (da intrecciare al censimento dei giardini pubblici e degli spazi verdi) individuando anche negli enti locali, nei municipi e negli uffici tecnici dei municipi un riferimento istituzionale da cui pretendere i dovuti interventi.

Per il 25/06/2020 l’assemblea ha proposto un corteo da Piazza Vittorio ad una piazza il più vicino possibile a Montecitorio (da verificare la fattibilità) e/o un presidio a Montecitorio: Parteciparte darà il suo contributo creativo, e saranno invitate bande musicali e artisti di strada; puntiamo ad una manifestazione animata da bambine/i, studenti, lavoratori e lavoratrici, genitori.

Altri appuntamenti:

17/06/2020 ore 17.45 spettacolo di teatro dell’oppresso (Parteciparte)
sulla scuola pubblica alla Caffarella
18/06/2020 (dettagli da definire) intervento di Parteciparte a Villa
Pamphili
23/06/2020 iniziativa territoriale sulla scuola nel municipio 3 al Parco
delle Valli
25/06/2020 manifestazione promossa da Priorità alla scuola (v. sopra)
26/06/2020 iniziativa del coordinamento cittadino sanità alla regione
Lazio (Via Cristoforo Colombo, a Garbatella)

Per rinsaldare i contatti, agevolare la comunicazione e costruire la
manifestazione del 25 giugno e le iniziative successive è stata creata
una mailing list del coordinamento romano per una scuola pubblica viva,
vicina e libera.
Chiunque voglia essere al corrente e contribuire può iscriversi.

ILARIA DAMIANI (Collettivo NiNaNd@) Oltre la Dad, le classi differenziali. La scuola secondo Eraldo Affinati

Abbiamo letto con incredulità l’intervista a Eraldo Affinati. La scuola sta vivendo un momento drammatico, è chiusa da oltre 3 mesi e “riaprirà” a settembre nel caos, il mondo della scuola – genitori, insegnanti e soprattutto loro, i giovani, gli adolescenti, i bambini e le bambine – è stremato e allarmato; e lo “scrittore vicino alla scuola” fa i salti mortali per buttarla in caciara. Non troviamo altro modo per definire la sua intervista apparsa su Repubblica il 30 maggio 2020.
Di fronte alla mannaia che sta per abbattersi sulla scuola, sul diritto all’istruzione di un’intera generazione, con un taglio di tempo scuola che nemmeno la Gelmini aveva osato proporre (lo sottolineiamo: la scuola è un diritto dei giovani ed è a loro e a tutta la società che viene sottratta), Affinati si fa avanti per fornire una stampella ideologica ad un progetto inaccettabile di normalizzazione dell’emergenza, anzi di utilizzo dell’emergenza per dare un colpo mortale alla scuola pubblica statale, alla scuola di tutti, alla scuola istituto costituzionale per il superamento delle discriminazioni sociali e per il diritto universale all’istruzione.
Dice Affinati, con l’”abile” tecnica retorica di partire da un luogo comune per sferrare un colpo basso, che “il livello di attenzione dei nostri adolescenti è calato. […] Meglio 40 minuti di ascolto attivo che un’ora di passività”. Quindi secondo lui un adolescente incapace di mantenere la concentrazione per più di un quarto d’ora può essere efficacemente sottoposto ad uno stringente susseguirsi di moduli da 40 minuti che propongano solo “ascolto attivo”.
Ma l’importante è distribuire fendenti alla cieca, così senza por tempo in mezzo eccolo partire all’attacco degli insegnanti con un altro abusato luogo comune: vanno svecchiati, basta lezione frontale, gli studenti siano protagonisti. È per questo che vuol togliere loro il tempo scuola? 60 minuti sono troppi per essere protagonisti? Come se lo immagina Affinati un laboratorio, un lavoro di gruppo, un percorso che renda gli studenti e le studentesse artefici del proprio sapere? 40 minuti bastano per uscire all’aperto e andare in un parco? La domanda sorge spontanea: lo scrittore/insegnante/consulente del MIUR ci è mai entrato dentro la scuola? Ha idea, ha veramente idea, di che cosa significhi lavorare con bambine e bambini, ragazze e ragazzi?
Non basta ancora. L’esperto di Don Milani spara a zero anche sul gruppo classe: basta lavorare con ragazzi “uno diverso dall’altro”; facciamo “moduli” di livello.
Trasecoliamo? Sì, trasecoliamo. Quanto lavoro di svecchiamento viene buttato alle ortiche in poche righe e in tanta foga distruttrice! quanto disprezzo e accanimento contro il lavoro di costruzione di una scuola inclusiva, democratica, laica, critica, solidale!
Dov’è finito il riconoscimento che le differenze di “livello” dei bambini e dei ragazzi hanno origine nelle differenze sociali delle loro famiglie? dov’è finita la denuncia, centrale nel messaggio di Don Milani, delle discriminazioni di cui diventa complice e artefice una scuola che selezioni e separi invece di unire e andare avanti insieme? dov’è finita la valorizzazione delle diversità, che è una ricchezza, non un ostacolo alla crescita?
Due decenni di aggressione ideologica e materiale a chi ha lottato concretamente per costruire nei fatti la scuola delineata dalla Costituzione hanno prodotto questo: lo sdoganamento di un discorso reazionario che chiede senza vergogna di farla finita con alunni “uno diverso dall’altro”, con le classi miste, con la promiscuità sociale, con una scuola dai tempi distesi che garantiscano tutto questo; basta far vivere il disabile insieme agli altri, basta consentire al figlio dell’operaio di confrontarsi con il figlio del dottore, al ricco di imparare dal povero, al rom al cinese e all’italiano di conoscersi.
Basta con un modello di scuola in cui studenti e insegnanti possano imparare a guardare e leggere la realtà, e a TRASFORMARLA. Un discorso che riporta la scuola indietro di 100-150 anni, altro che svecchiamento.
Noi non siamo disposti a rinunciare alla scuola. Vogliamo il raddoppio delle aule (per la sicurezza sanitaria e l’agibilità pedagogica), degli insegnanti (che possano insegnare e non solo fare una comparsa-spot), del personale ATA e delle pulizie (su cui ricadrà l’onere della sanificazione), l’internalizzazione degli AEC (indispensabili per una scuola realmente inclusiva) e dei lavoratori e lavoratrici delle mense (che nutrono i nostri figli e i nostri alunni); vogliamo un rafforzamento del tempo scuola e del tempo pieno, altro che l’obbrobrio irricevibile di lezioni di 40 minuti. Servono risorse? Sì, e le vogliamo: vogliamo le risorse che rendano possibilee reale tutto questo; che il ministero si metta immediatamente al lavoro, reperisca gli spazi, avvii subito i lavori necessari, curi i giardini, stabilizzi e assuma il personale.
Vogliamo tutto questo, senza ambiguità, senza mischiare nel torbido di un sistema complesso. Non stiamo chiedendo la luna, stiamo chiedendo la scuola.

Comunicato dell’assemblea «Astensione dalla DaD»

L’assemblea tenutasi a p. dell’Esquilino il 3 giugno 2020 in occasione della giornata di astensione dalla “Didattica a Distanza” propone, a tutte le realtà che si stanno mobilitando in queste settimane per una riapertura in presenza e in sicurezza delle scuole a settembre e contro la normalizzazione della DaD, di costruire un percorso comune diconfronto e mobilitazioni per impedire che si renda permanente l’emergenza, giustificando così la riduzione e lo smantellamento della scuola pubblica. È sempre più evidente, infatti, l’esistenza di un progetto che punta a ridisegnare la scuola del prossimo futuro, impoverita, senza diritti ed autoritaria, secondo le linee dell’ANP e le politiche sulle classi e sugli organici che il ministero sta attuando.

Nel dibattito tutte le realtà e le persone presenti hanno condiviso i seguenti obiettivi:

  • totale riapertura delle scuole in presenza a settembre senza Dad, senza didattica mista, senza riduzione di orario, senza soppressione del tempo pieno;
  • riduzione del numero di alunni/e per classe con un massimo di 12-14, per la sicurezza e per la qualità e l’inclusività della didattica;
  • grande piano di assunzioni stabili di personale docente ed ATA per sopperire alle esigenze delle nuove classi e internalizzazione degli AEC-OAPA, dei dipendenti delle mense e delle ditte di pulizie, per una stabilizzazione della comunità educante nel suo complesso;
  • finanziamento straordinario alla scuola pubblica (1% del PIL) utilizzando anche i fondi UE, per avvicinarci al livello degli altri stati europei.

L’assemblea, nel riconoscere la ricchezza e la positività delle numerose iniziative già realizzate e di quelle che si terranno nei prossimi giorni,ha individuato come priorità di questa fasel’unificazione di tutti coloroche vivono la scuola (genitori e genitrici, studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici) e che si stanno mobilitando in difesa della scuola in presenza, della vera scuola: pertanto si è deciso di dare vita ad un “Coordinamento Romano per una Scuola Pubblica, Viva, Libera”.

L’assemblea ha deciso di partecipare e valorizzare le prossime scadenze del mondo della scuola nella nostra città:

4 giugno:          * presidio degli AEC-OEPA in piazza del Campidoglio per l’internalizzazione e la stabilizzazione

* presidio al MIUR dei precari della scuola

8 giugno:          * diverse iniziative nella città di genitori e di lavoratori della scuola

10 giugno:        * manifestazione al MIUR di studenti OSA e di rappresentanze di lavoratori della scuola

Parteciperemo all’assemblea nazionale online di “Priorità alla scuola” del 10 giugno e convochiamo un’assemblea cittadina per il giorno domenica 14/06/2020 alle ore 17 in presenza all’aperto a Villa Borghese, ingresso Piazzale Flaminio (sulla destra di Viale Washington).Per immaginare e realizzare un percorso partecipato e capillare che punti a costruire momenti di lotta a livello locale, per poi costruire una grande manifestazione nazionale, possibilmente entro la fine di giugno.

Roma, 4 giugno 2020

Per contatti:   ninanda2020@gmail.com                               tel. 3494167486

Usciamo dal web, riempiamo le strade!!

II ministero nulla ha fatto per superare la fase di emergenza e riaprire in normalità e in sicurezza le scuole:
• NESSUN SOPRALLUOGO PER REPERIRE LOCALI E SPAZI
• NESSUN INTERVENTO STRUTTURALE Dl RESTAURO E RIPRISTINO
• NESSUN PROVVEDIMENTO Dl INCREMENTO DEGLI ORGANICI, ANZI RIDUZIONE
• POCHISSIME RISORSE IMPEGNATE E QUASI TUTTE SULLA DIGITALIZZAZIONE
Molto invece sta facendo la TASK FORCE degli “esperti” per smantellare la scuola pubblica e il diritto allo studio imponendo la didattica a distanza a milioni di bambin* e ragazz* anche a settembre, con una nuova veste.
La scuo/a ibrida che convive con i/ Covid: /a “nuova opportunità”…. ma per chi?
CERTO NON PER RAGAZZ* E BAMBIN*! (orari spezzati – piattaforme per la DaD – classi smembrate a scuola/a casa – 9 eliminazione del tempo pieno – delega ai genitori, e principalmente alle donne, del carico dovuto all’assenza della scuola vera).

MOBILITIAMOCI PER:
Apertura da settembre delle scuole di ogni ordine e grado in presenza e in sicurezza
Finanziamenti di un punto del PIL alla formazione, dall’infanzia all’università.
Riduzione drastica del numero di alunni per classe per una didattica inclusiva e attenta ai singoli bisogni.
Censimento e utilizzo di locali scolastici idonei.
Intervento strutturale da parte degli EELL sugli edifici scolastici.
Stabilizzazione del personale scolastico (docenti, ATA) e del personale educativo, sanitario e assistenziale.
Mantenimento Tempo Pieno nella scuola d’ infanzia e primaria
OPPONIAMOCI A:
Ogni forma di didattica solo digitale
Ogni forma di didattica mista, ibrida (cambi di orario, smembramento classi, ecc.)

Il 3 giugno 2020 dalle 10 alle 13 usciamo dal web, riempiamo le strade!!

ASTENSIONE DALLA DIDATTICA DI EMERGENZA
INIZIATIVA/ASSEMBLEA A PIAZZA DELL’ESQUILINO A ROMA
con bambin@, ragazz@, adulti per costruire un Coordinamento di tutt@ coloro
che vogliono lottare per una
SCUOLA VICINA – VIVA – LIBERA

Collettivo NiNaNd@, Coordinamento Lavoratori Autoconvocati della Scuola, Priorità alla Scuola, Comitato romano AEC, Genitori Caregivers Famigliari, Cobas Tuscia, PRC

scarica il volantino

Didattica a distanza??? No grazie

Tre mesi di didattica a distanza sono stati troppi. La scuola pubblica, viva, vicina, libera
A PARTIRE DA SETTEMBRE

Nei tre mesi del DISTANZIAMENTO SOCIALE bambin* e ragazz*, famiglie, insegnanti hanno garantito che la scuola pubblica non sparisse, hanno mantenuto “in virtuale” la relazione fra persone e la costruzione cooperativa del sapere.
Il ministero invece nulla ha fatto per superare la fase di emergenza, per riaprire in normalità e in sicurezza le scuole.
• NESSUN SOPRALLUOGO PER REPERIRE LOCALI E SPAZI,
• NESSUN INTERVENTO STRUTTURALE DI RESTAURO E RIPRISTINO,
• NESSUN PROVVEDIMENTO SUGLI ORGANICI,
• POCHISSIME RISORSE IMPEGNATE E QUASI TUTTE SULLA DIGITALIZZAZIONE

Partecipiamo tutte/i all’iniziativa pubblica di Priorità alla Scuola che si terrà sabato 23 maggio alle ore 15 a Roma a Largo Bernardino da Feltre e contemporaneamente in molte città italiane.

 

scarica il volantino

Appello per un’assemblea in solidarietà all’insegnante Lavinia Flavia Cassaro licenziata per la libertà di espressione e di pensiero

Il 7 giugno scorso l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte decreta il licenziamento di Lavinia Flavia Cassaro, insegnante a tempo indeterminato che, durante un presidio antifascista a Torino nel febbraio 2018 ha protestato contro le forze dell’ordine che, in assetto antisommossa, proteggevano un comizio dell’organizzazione neofascista Casapound.
L’USR ha messo sotto accusa la libertà di espressione delle opinioni dell’insegnante, assolutamente legittime, dal momento che in quel contesto la polizia, attraverso cariche, uso di idranti e lancio di lacrimogeni, aveva appena attaccato una manifestazione antifascista. La contrarietà di Lavinia Flavia alle forze dell’ordine era relativa al fatto che in quel momento queste fossero schierate dalla parte sbagliata, stessero cioè proteggendo il fascismo, identificandosi così con esso. Continua a leggere

ADRIANA POLLICE Napoli, si moltiplicano le ribellioni alla scuola-lavoro

[il Manifesto, 1 maggio 2018]

Nuovo caso all’istituto Garibaldi. I liceali volevano esporre un badge di protesta: ma l’ente che ospitava i loro tirocini ha annullato il tour di guide

Gli studenti del liceo Garibaldi di Napoli stamattina non saranno presenti al Pio Monte della Misericordia come guide. L’ente ha cancellato la loro partecipazione dopo un braccio di ferro cominciato martedì scorso. Il 24 aprile il Collettivo autonomo del Garibaldi aveva annunciato sui social l’adesione alla protesta contro l’alternanza scuola-lavoro cominciata dai colleghi del liceo Vittorio Emanuele II a marzo: anche loro si sarebbero presentati a fare le guide con un badge autoprodotto con la scritta «Alternanza scuola – sfruttamento. Questo non è formativo». La reazione è stata immediata: «La responsabile del Pio Monte ha chiamato la preside – raccontano dal collettivo – minacciando il ritiro del monte ore che fa capo al loro ente. Questo significa che i ragazzi, che sono in quarta, l’anno prossimo avrebbero dovuto accollarsi la formazione d’accapo proprio a ridosso della maturità. Naturalmente non ci sono tracce scritte delle pressioni così, se protesti perché di fatto sei ricattato, l’ente può sempre negare tutto». Continua a leggere

COMUNICATO STAMPA

Oggi, 15 maggio, dalle ore 15 alle 17 si è tenuto un presidio in p.le Aldo Moro davanti la sede del CNR, realizzato da studenti, insegnanti, genitori e lavoratori contro l’Alternanza Scuola Lavoro, istituto introdotto dalla L. 107 2015, la c.d. “Buona Scuola” di Renzi.
All’intemo del CNR si teneva un incontro di presentazione del progetto DESCI — Officina
sull’A.S .L.. Si trattava di una vetrina mediatica dei progetti considerati “buone pratiche”, realizzati dalle scuola in convenzione con il CNR, le Università e le imprese e finanziati dalla Commissione Europea. Nonostante lo sforzo di costruire consenso intorno ai pochi progetti presentati come “eccellenze” è saltata immediatamente agli occhi l’assenza di qualsiasi valenza pedagogico-formativa, che ha lasciato invece spazio ad un approccio ed una terminologia eminentemente aziendalistici. Continua a leggere

CONTRO LA CULTURA DELLA REPRESSIONE! Assemblea nazionale al CPA Firenze Sud

L’alternanza scuola-lavoro inizia a mostrare tutte le sue contraddizioni ed ecco che arrivano minacce, 6 in condotta, ripercussioni sugli studenti che non vogliono solo ubbidire.

Ma non sono fatti a sé e vanno inquadrati nella stretta repressiva generale che oggi viviamo: le avanguardie studentesche, politiche, sindacali e di movimento da anni subiscono attacchi repressivi e intimidazioni di ogni tipo.
Continua a leggere